Donne e Videogiochi. La rivalsa delle Guerriere

Ph by Sara Castellani

È possibile trovare dei segnali di cambiamento anche nelle piccole cose?

Io dico di sì.

Sarà che mi esalto con un nonnulla, ma vedere l’aggiornamento di un gioco di mio figlio mi ha illuminato la giornata.

Non sono mai stata competente in campo di videogiochi, mi affascinano ma sono proprio negata. Il massino a cui sono arrivata sono stati “Tetris” e il fantastico “Snake” con cui giocavo con il cellulare Nokia nelle mie sedute in bagno (e chi nega di aver fatto la stessa cosa MENTE!).

Il mio ex-fidanzato aveva provato a introdurmi nel mondo di “Neverwinter Night” e ammetto di essermi appassionata parecchio: un videogioco di ruolo per pc basato sulle regole di Dungeons & Dragons (gioco di ruolo che già praticavamo una volta a settimana in compagnia di amici). Vi dico solo che ci sono stati momenti in cui io e il mio ex comunicavamo attraverso i nostri personaggi invece che scriverci sms o chiamarci… Decisamente altri tempi! In ogni caso per me era solo un (fin troppo travolgente) passatempo e quindi non andavo a cercare qualsiasi articolo scritto su questo gioco per trovare il modo di progredire di livello, avere quel potere piuttosto che quell’arma, ecc. Insomma, dopo circa uno o due mesi l’ho piantato là.

Come detto però i videogiochi mi affascinano, soprattutto se hanno della storia e del fantasy, e quindi quando mio figlio ha cominciato ad avere l’età per avere console o pc è capitato che mi mettessi ad osservarlo. Ho capito subito una cosa: se ero negata vent’anni fa immaginate quanto lo possa essere ora. ‘Na chiavica proprio! Derisa sia da mio marito che da mio figlio però non demordo e continuo quindi a seguire i giochi di Francesco, un po’ per controllare che siano sempre adatti alla sua capacità di distinguere la realtà dal gioco e di certo un po’ perché oggettivamente alcuni sono fatti bene. 

Con la pandemia e il primo lockdown poi mio padre e mio figlio hanno cominciato a giocare insieme in rete. Era il loro modo per stare insieme, visto quanto soffrivano il non potersi vedere, e ora ad un anno di distanza hanno ancora il loro appuntamento fisso due volte a settimana con il gioco “Age of Empire”

Questo è un videogioco strategico in tempo reale con ambientazione storica in cui si controlla una popolazione che deve progredire cercando di divenire forte economicamente e militarmente. 

“Tutto questo per dire cosa?” vi chiederete. 

Beh, da marzo al 14 aprile sarà possibile scaricare l’aggiornamento di questo gioco realizzato dalla community per permettere ai giocatori di cimentarsi in missioni dedicate o ispirate ad alcune grandi donne della storia medievale. Un grandissimo gesto questo che a mio parere mostra come lentamente anche le donne vengano prese in considerazione negli avvenimenti storici. 

Una cosa di cui si è parlato molto e io per prima con  il mio podcast lo dimostro, è sicuramente il fatto che la storia è stata scritta in gran parte da uomini e di conseguenza le figure femminili sono state ignorate o, addirittura, cancellate per non offuscare il potere patriarcale. Da un po’ di tempo a questa parte però, le cose stanno cambiando: sempre più storici parlano, scrivono e studiano di grandi donne che seppur rischiando molto hanno fatto sentire la loro voce. È un processo che richiederà ancora tempo, ma vedere come anche attraverso un videogioco questa nuova mentalità riesca a farsi spazio non può che riempirmi di gioia.

Ecco quindi che tra i grandi re e guerrieri citati nel gioco, mio figlio inizia a nominare Giovanna D’Arco, la pulzella d’Orleans che ha guidato i francesi nella guerra dei cent’anni incoronando Carlo VII di Francia; la  terribile regina etiope Yodit; Jimena Diaz, moglie di El Cid e difensora di Valencia dagli attacchi dell’emiro della Spagna islamica; Giacomina di Hainaut contessa d’Olanda, Zelanda e duchessa di Baviera; e per finire Sichelgaita di Salerno, principessa longobarda che durante la battaglia di Durazzo del 1081 combatté in prima persona armata di corazza venendo definita una “seconda Atena”. Insomma, direi niente male! Capite ora perché mi sono esaltata tanto? 

Trovo che l’iniziativa di Ensemble Studios e Microsoft davvero bella soprattutto nella spiegazione che ne danno:

“Nel corso degli echi del tempo, le donne hanno continuato a sfidare le aspettative e lasciare segni clamorosi nella storia. Questo mese, in onore della Giornata internazionale della donna e del Mese della storia della donna qui negli Stati Uniti, puntiamo i riflettori su parte di quella storia con un nuovo evento, diverse icone nuove di zecca, mod visive e altro ancora”

È risaputo che nel contesto videoludico i personaggi femminili siano particolarmente bistrattati, quindi intravedo in questa iniziativa una mano tesa verso le donne e verso il rispetto della loro storia. O almeno a me piace vederla così.

E voi cosa ne pensate?

Lady f.

ps: grazie ad Andrea Masetti per la soffiata e a Francesco Vitrani per la consulenza

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